11 Settembre 2020

Andrea Bouqet e Balume

Entrambi artigiani del territorio saluzzese, Andrea Bouquet e Daniele Balangero, alias Balume, hanno deciso di lavorare insieme per un pezzo unico che, sommando le due competenze, potremmo definire di “ebanisteria luminosa”. Questo lavoro comune è la concretizzazione di un’idea che entrambi avevano da tempo, conoscendosi e stimandosi da tempo e avendo condiviso alcune esperienze, come la frequentazione delle medesime scuole. Hanno due approcci diversi: Andrea è il dettaglio, il cesello e l’intarsio, mentre Daniele è la parte più veloce, “in mobilità”.

L’idea è di costruire un elemento luminoso intendendo non tanto una lampada ma “qualcosa che si illumina” facendo il verso al Barocco saluzzese e interagendo con le sue mille curve e spigoli in modo giocoso.

Sarà un pezzo unico di dimensione importante. Modalità e tempi sono in corso di definizione, ma li troverete nelle botteghe storiche di Salita al Castello, nel periodi di Start/Artigianato, dal 18 al 27 settembre.

Alcuni spunti sulla loro visione del mondo artigiano:

ANDREA BOUQUET:

Artigiano, arriva all’ebanisteria con il percorso classico, quello che passa dall’istituto d’arte e attraversa botteghe e cantieri di restauro. Non è figlio d’arte, ma comunque è stato influenzato dagli amici dei genitori, grazie ai quali ha frequentato le botteghe.

Le cose che preferisce realizzare sono i piccoli mobili contenitore e si dedica soprattutto a curare il dettaglio.

Di sé stesso dice che è un artigiano a cui “piace fare polvere e segatura” ed è dell’idea che non debba mai mancare l’entusiasmo, mentre la pazienza viene poi da sé.

È anche designer ma la sua filosofia è più vicina a quella degli “artieri” o maker, in cui non solo disegna i pezzi e li realizza a differenza del designer che li disegna solamente.

Secondo Andrea fare l’artigiano non è semplice. Nell’ambiente artistico tutti sono artigiani ma spesso la realizzazione dei pezzi non è un granché, anche perché ai giovani talvolta manca la gavetta: come sostiene lui stesso, “un mobile non si fa con control canc”.

Si parla molto di dove vada l’artigianato oggi; è bello dire “sono un artigiano” tutti sono positivi, ma in realtà mancano sostegno concreto e operativo al settore. Inoltre manca un pubblico attento, ma secondo lui questo può essere costruito.

BALUME:

Figlio d’arte (suo papà è falegname), ha la passione per il legno nel DNA famigliare.

È fermamente convinto che il processo creativo vada condiviso.

Sostiene che gli artigiani rischino di estinguersi, perché sì animati dalla passione, ma purtroppo anche con la necessità di fare i conti con la vita. Il potenziale dell’artigianato italiano è altissimo ma ha bisogno di opportunità, altrove senza sostegno si è già estinto (come in Francia).

Sostiene che l’Italia sia ancora sinonimo di cose ben fatte.